LONGEVITA’ E BENESSERE VISIVO? INIZIAMO DA PICCOLISempre più la scienza si sta occupando di prevenire affinché la longevità sia contraddistinta da qualità della vita. Nel campo della visione fioriscono le ricerche i cui risultati ci aiutano a modificare i nostri stili di vita all’insegna del benessere visivo. Le scoperte più significative sono quelle che riguardano i bambini proprio perché ci fanno meglio comprendere come comportamenti corretti e mentalità di prevenzione ci aiutino a vivere di più e meglio.
IL LATTE MATERNO AIUTA A PREVENIRE LA MIOPIA
Alcuni ricercatori di Singapore hanno individuato una sostanza trovata nel latte materno, l’acido docosahexaenoi o Dha, che potrebbe essere il principale elemento che migliora il primo sviluppo visivo nei neonati. Riferiscono gli scienziati che i bambini allattati al seno hanno circa il 50% di probabilità in meno di diventare miopi. “Possiamo raccomandare l’allattamento al seno come comportamento protettivo delle madri per abbassare le probabilità di sviluppo della miopia”, ha detto il dottor Saw Seang Mei dell’Università nazionale di Singapore, che ha condotto la ricerca.
La miopia è tra i più comuni problemi agli occhi. Secondo L’American Academy od Family Physicians, colpisce circa il 40 % della popolazione degli Stati Uniti e in Europa è tra il 70 e il 90% di alcune popolazioni asiatiche come Singapore, Giappone e Hong Kong. Saw ha spiegato che Dha è importante anche per lo sviluppo delle cellule fotorecettrici nella retina, che giocano un ruolo importante nella miopia. I ricercatori hanno studiato 797 bambini tra i 10 e i 12 anni a Singapore con test medici e una serie di domande, compreso il numero dei libri letti alla settimana. Lo studio, condotto dal Sngapore Eye Research Institute, ha scoperto che il rischio di miopia in un bambino allattato al seno è 0,6 volte rispetto ad uno che non lo è stato, anche tenendo conto di altri fattori.
OCCHIALI DA SOLE FIN DA PICCOLI PREVIENE LA CATARATTA DA GRANDI
I danni da raggi UV sono infatti danni da accumulo e così alcune patologie o degenerazioni oculari, tra cui la cataratta, potrebbero essere ritardate o rese meno gravi dall’uso di lenti da sole fin da piccoli. Gli occhiali scuri dovrebbero essere un’abitudine da non dimenticare anche da adulti,raccomandano gli esperti, e diventano obbligatori in caso di situazioni più a rischio: lavori all’aperto, basse latitudini, alta quota, fenotipo chiaro (occhi chiari e capelli biondi o rossi). Per chi va al mare poi, sono indispensabili cappelli con visiera, specie per i bambini, e una serie di comportamenti corretti come ad esempio evitare il sole nelle ore più calde. Anche un regime alimentare equilibrato, ricco di antiossidanti contenuti soprattutto in frutta e verdura, è un valido supporto al benessere visivo.
L’OCCHIO PIGRO RECUPERA SE CORRETTO IN TEMPO
L’ambliopia o “occhio pigro” è uno dei disturbi della vista più frequenti. Succede che uno dei due occhi, o tutti e due, per un difetto (o perché troppo lungo-miopia-,o troppo corto-ipermetropia-, o per curvatura di superficie irregolare-astigmatismo), non manda sulla retina un’immagine perfettamente a fuoco, fornendone di conseguenza una di qualità scadente al cervello; quest’ultimo tende allora a”scartarla, concentrandosi su quella fornita dall’occhio sano. Il sistema occhio-cervello continua a maturare fino ai 12 anni per poi assestarsi; dopo quest’età. Se non si è fatto niente l’occhio pigro non è più in grado di recuperare la funzione visiva. Questo può accadere, ma in misura molto ridotta, solo se l’altro subisce un danno grave con profonda riduzione della vista.
Quando, e se, a un adulto che ha trascurato il difetto dovesse sopraggiungere un problema che compromette l’occhio sano, egli si ritroverebbe con un occhio con ridotte capacità visive a causa si una non corretta prevenzione del suo problema. L’ambliopia si verifica nel 42% dei bimbi nati sani, dato di un certo rilievo, che ha spinto a cambiare la profilassi dei problemi visivi. Nel corso della prima visita, a sei mesi di vita, si controllano diversi parametri anatomici e si verifica che il bambino veda, coprendogli alternativamente gli occhi e valutando se segue un’immagine che gli si propone. L’occhio del bimbo alla nascita è molto corto, e per questo il neonato mette a fuoco bene solo a distanza ravvicinata. Progressivamente l’occhio si allunga e, nel giro di 1 anno raggiungerà un’acuità visiva quasi completa,di circa 10/decimi.
UN BAMBINO SU VENTI HA PROBLEMI DI VISTA NON DIAGNOSTICATI…..
…..in particolare tra i tre e i cinque anni con problematiche non trattate che possono compromettere una buona vista nel futuro. Questo secondo l’American Academy of Ophtalmology che consiglia ai genitori di sottoporre i loro bambini a controlli della vista almeno una volta tra la nascita e i tre mesi, una visita tra i sei mesi e un anno, una volta a tre anni e un’altra a cinque anni. “I bambini non si rendono conto se hanno problemi di vista. Quest’ultimi non sanno cosa significa vedere chiaro. Per questo motivo i genitori devono fare attenzione a certi comportamenti rilevatori nei bambini come sfregarsi gli occhi, mal di testa, un vero disinteresse nel leggere, e guardare la televisione troppo da vicino.